Torino Beve Bene 2018

Quando abbiamo fatto la prima edizione di Torino Beve Bene non potevamo immaginare che un giorno sarebbe stata così. Non voglio parlare dei numeri, perché chiunque fosse presente domenica al Teatro Espace ha potuto constatare di persona il richiamo che c’è stato. Mi riferisco soprattutto all’atmosfera di gioia e di festa che si è respirata. Oggi, a tre giorni dall’evento, smaltite (in parte) la fatica e la tensione, quello che mi resta attaccato al cuore è un grandissimo senso di riconoscenza verso un numero enorme di persone. Lavoro su Torino Beve Bene per diversi mesi all’anno, per fare in modo che tutto sia perfetto e che i partecipanti siano soddisfatti. Quindi, a conti fatti, sapere che le cose sono andate come speravo, è la massima realizzazione. Ma quest’anno è successo qualcosa di più: si è creata una sintonia tale che ogni bicchiere si portava dietro un brindisi, un motivo per festeggiare, l’occasione per un sorriso o una pacca sulla spalla. E’ da domenica che mi domando quale meravigliosa alchimia si sia verificata per permettere una giornata come quella e alla fine credo di esserci arrivata: si è creata un’assoluta collaborazione fra diverse realtà, che in altri contesti sarebbero in competizione. Ma il mondo del vino naturale è un mondo di unione, non di separazione: chi si avvicina a questo prodotto purissimo o per produrlo, o per proporlo o per venderlo, lo fa spinto da un’esigenza non soltanto materiale o commerciale, ma più alta. E’ la natura stessa che ci chiede di farci portavoce della sua integrità e noi lo facciamo attraverso il vino. Quando abbiamo contattato i locali torinesi per proporre la Torino Beve Bene Week speravamo che qualcuno aderisse, ma non immaginavamo tanto trasporto. E’ stato il segno di una grande volontà di coinvolgere il maggior numero di persone nella nostra deriva “naturale”.

Per questo inizio la serie dei ringraziamenti partendo in ordine di apparizione dai locali di Torino e della provincia che ci hanno seguiti in questa idea ancora abbozzata, ma che speriamo prenda piede dalla prossima edizione. Poi ovviamente è il turno dalle distribuzioni che hanno aderito con così grande entusiasmo, portando bottiglie meravigliose, chicche che diversamente sarebbe davvero difficile assaggiare. E che dire dei produttori arrivati dall’estero o da regioni lontane? Un viaggio post-vendemmia è un impegno emotivo ed economico non da poco, eppure non ho visto che sorrisi sui volti stanchi dei vignaioli foresti. Grazie a tutte le aziende piemontesi, tante, sempre più interessanti, così familiari e amiche, così sorprendenti anno dopo anno. Grazie ai banchi gastronomici, che in questa edizione sono riusciti a rifocillare oltre mille persone per dodici ore, garantendo una qualità e una genuinità di cui il pubblico è rimasto entusiasta. Ecco, il pubblico. So di persone venute apposta da Bologna, Roma, tantissime da Milano e Genova. Fra queste una quantità davvero impressionante di operatori del settore, sempre fondamentali per chi il vino deve venderlo e non solo farlo assaggiare. Grazie a chi ci supporta da sempre, come Vittorio Rusinà e Nicola Barbato (da cui aspetto le sue belle foto per corredare questo articolo) e tutti gli altri che sembrano una curva da stadio tanto ci sono vicini.

E poi ci sono come sempre gli amici, che vengono a lavorare ore ed ore spinti da una vera e propria vocazione: Adriana, Meme, Gigi e Stefania (e Tullio e Marta). Grazie a Ilaria, per la sua presenza immancabile, sempre e comunque. Grazie a Marco, per avere avuto l’idea di Torino Bene Bene anni fa e per essere sempre con pazienza al mio fianco.

So che sembra il discorso di un premio cinematografico, ma quest’anno, più delle scorse edizioni, mi sento in dovere di condividere con gli altri il successo (sì, l’ho detto, successo) di Torino Beve Bene.

Posso fare un ultimissimo ringraziamento? Alla mia città, a cui molto presto dovremo tutti riconoscere un valore che per troppi anni è stato dimenticato.

Se i miei genitori e mio figlio riusciranno a sopportarmi ancora, vorrei che il prossimo anno Torino Beve Bene fosse ancora più il risultato di una collaborazione, come qualcuno mi ha già proposto, per fare in modo che ancora una volta il vino naturale diventi un veicolo di meravigliosi sentimenti. Dopo tutto siamo nella città di De Amicis, no?