Torino Beve Bene 2015

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A quasi due anni dall’apertura di Vini Senza Trucco, si è svolta a Torino la prima edizione di Torino Beve Bene, una giornata dedicata all’e aziende presenti nel catalogo della distribuzione.

E’ stato davvero un gran successo, con la soddisfazione dei produttori presenti, dei numerosissimi operatori e del pubblico di appassionati. La cornice del Jazz Club di Piazzale Valdo Fusi è stata apprezzata da tutti, per l’atmosfera raccolta e informale.

Hanno partecipato 25 produttori ed erano comunque in degustazione anche le bottiglie di coloro che non sono riusciti a partecipare. Oltre ai vini, è stato possibile anche assaggiare i prodotti dell’Agrisalumeria Luiset e per tutta la giornata, dal brunch alla cena, sono stati proposti i piatti preparati da Sodo, il Bordò Senza Trucco, di piazza Bodoni.

Per raccontare la bellissima giornata, uso le parole pubblicate da Nicola Barbato sul facebook, a commento della manifestazione:

“torino è una città culturalmente difficile.
negli anni, fallito il salone dell’auto di agnelliana memoria, ha visto nascere e tramontare il salone del vino, ha deciso di trasferire a milano buona parte del vecchio settembre musica, arranca e boccheggia in mezzo a beghe politiche sul salone del libro.
resiste quasi in solitaria l’appuntamento, biennale, del salone del gusto e terra madre.
perciò per chi abita a torino è doppiamente bella una manifestazione, riuscitissima, come quella di ieri: Torino Beve Bene, organizzata da Giulia Graglia con la complicità di Sodo e AgriSalumeria Luiset.
sarebbe bello se diventasse un appuntamento fisso. e sarebbe bello se facesse da esempio e traino per altre occasioni di comunicazione ed assaggio del vino, magari ideate da altri distibutori piemontesi o con una sinergia tra tutti.
la manifestazione è riuscita bene perché era organizzata bene, a partire dalla scelta della data [ora solare a parte, il giorno prima alcuni dei presenti erano a montecatini per la guida di slow-wine e allungare fino a torino è uno sforzo che si può fare], ed anche perché:
1. il jazz club è in centro ma è un’isola, fuori da ogni caos e con un comodo parcheggio sotterraneo;
2. il prezzo di ingresso era accessibile;
3. i bicchieri erano quelli veri e c’era anche la preziosa taschina;
4. i produttori erano numerosi nonché validi e qualcuno ha anche portato qualche vecchia annata;
5. era possibile acquistare sul posto le bottiglie appena degustate;
6. c’era da bere bene e da mangiare altrettantamente [hamburger di lampredotto di sodo: grande idea].
a me è piaciuto fare la solita verticale multipla e massacrante di vermentino e pigato e spigau crociata al banco di fausto de andreis di rocche del gatto [una ventina di assaggi, stimando per difetto. annate top: la 2014 per i primi due vini e la 2010 per tutti e tre, con due buonissime bottiglie 2004: un pigato e uno spigau (che poi sempre pigato è)], riassaggiare il nur [macerato di trebbiano, malvasia e verdicchio] de la distesa a distanza di mesi e trovarlo molto ma molto più buono della prima volta, centellinare la riserva di verdicchio passolento 2013 de la marca di san michele, gustarmi una vitovska riserva 2006 di zidarich, scoprire un rosato che (finalmente) mi piaccia e che è quello di a’vita, realizzare che vinificare la malvasia secca nelle lipari può portare a fare un bianco della madonna [lantieri], apprezzare la vivacità dei due lambrusco di quarticello, ritrovare l’acidità furibonda e passionale della barbera di rocco di carpeneto, impastarmi la bocca della terrosità matura della croatina delle sorelle conti.
e mi piace, ora, fare ammenda di un pensiero maligno e prevenuto sull’arneis, un pensiero che mi è venuto fuori, una cosa che non si fa, un pensiero che è evaporato in nulla assaggiando un imperfetto, abboccato, pepatissimo, buonissimo arneis 2014 di gonella”.

L’Appuntamento è per la seconda edizione, l’anno prossimo!

Qui di seguito una galleria di foto realizzate da Stefania Tron:



























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